domenica 15 gennaio 2012
domenica 25 dicembre 2011
venerdì 4 novembre 2011
lunedì 24 ottobre 2011
Per un condono (politico) tombale
Per un condono (politico) tombale
Il libro di Alessandro Robecchi è in libreria!
Si chiama Piovono Pietre (naturalmente!), ed è edito da Laterza.
non fatevelo scappare!
http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201110/tra-flaiano-e-bianciardi-piovono-pietre-la-recensione-de-il-manifesto/
a questo link invece la recensione fatta dal manifesto
Il libro di Alessandro Robecchi è in libreria!
Si chiama Piovono Pietre (naturalmente!), ed è edito da Laterza.
non fatevelo scappare!
http://www.alessandrorobecchi.it/index.php/201110/tra-flaiano-e-bianciardi-piovono-pietre-la-recensione-de-il-manifesto/
a questo link invece la recensione fatta dal manifesto
lunedì 10 ottobre 2011
da Blomming con furore
Cookies con gocce di cioccolato di Nocciola e cannella biscotti ...
Da oggi potete comprare i biscotti dell'asino su Blomming!
Non fateveli scappare, e spargete la voce!
Da oggi potete comprare i biscotti dell'asino su Blomming!
Non fateveli scappare, e spargete la voce!
giovedì 6 ottobre 2011
cercare lavoro
se penso alle lettere che mandavo appena uscità dall'università, o pochi mesi prima di laurearmi, ai potenziali datori di lavoro, mi commuovo pensando al tono di reverenza, e ai grandi ideali che trasudavano. non riuscivoi a spiegarmi perché nonostante il mio entusiasmo e la mia enfasi, non stessi già facendo, strapagata of course, il lavoro dei miei sogni.
scrivevo queste lettere cercando di convincerli.
naturalmente passavano i miei mesi e il mio entusiasmo scemava.
il punto di non ritorno è stato un colloquio in adecco. mi ritrovo a cinguettare in inglese davanti a questa mia coetanea, che dopo avermi fatto parlare per 10 minuti conclude dicendo "beh, metto la crocetta, credo che lei parli bene l'inglese, ma io nbon ho capito nulla perché non lo parlo".
in quel momento li ho odiati tutti. ho capito che per non avere più niente a che fare con loro dovevo diventare potente. avere un lavoro.
anni dopo mi trovo punto a capo. con una certa soddisfazione ho notato che le agenzie iterinali sono quasi scomparse. la mia fanciulla dell'adecco si sarà trovata davanti a qualche cretino che non capiva la lingua straniera in cui faceva il colloquio e avrà provato la mia stessa frustrazione.
ora inizio a chiedermi se mandare un curriculum in cui fa bella mostra un master sia una buona idea. mi fa sentire così cretina. e mi chiedo com'è possibile che sia al punto in cui ero 4 anni fa. anzi un po' peggio, perché questi anni mi hanno privata degli alti ideali che avevo una volta. sarà il realismo, ma nell'ultima settimana mi sono trovata a scrivere alle testate più chic di condé nast e a grom,
a spiegare ai photoeditor di D perché mi piacciono le loro fotografie e a eataly che siamo ciò che mangiamo.
una donna de panza insomma.
spedire curriculum a persone che sembravano più disperate di me, aziende che stanno licenziando o fanno cassa integrazione, uffici senza mobili.
dire all'impiegato della temporary, circa mio coetaneo, che vorrei un lavoro per pagare l'affitto, e lui, che stava dall'altra parte della scrivania, dirmi che viveva ancora con i genitori.
uno scenario misero, infelice.
e non riesco ad accettare la frase che quando si chiude una porta si apre un portone, non dopo quello che sto vedendo, le persone con cui mi confronto.
mi sa che questa porta starà chiusa fino alla prossima generazione e noi guarderemo la giostra che gira.
domenica 2 ottobre 2011
giovedì 29 settembre 2011
a passo d'uovo
il ciclista non ha amici naturali. lo sanno tutti i ciclisti urbani, anche se forse molti non hanno il coraggio di ammetterlo. Ci piace pensarci integerrime persone, che non inquinano e migliorano l'ambiente.
se fossimo nella foresta il ciclista caccerebbe di notte, da solo, diffidando di tutti, anche dei suoi simili.
naturalmente il nemico numero 1 è l'automobilista, quella strana figura protetta da un esoscheletro di metallo, che confonde la sua natura di bipede credendosi quadrupede.
spesso è incapace di manovrare la sua corazza, sfuggono al suo controllo freni, sportelli e altre parti evidentemente troppo complesse da poter essere adeguatamente coordinate.
è chiaro che a volte l'umano dimentica l'esistenza di sofisticate strumentazioni quali i freni e i lampeggianti creando inconvenienti stradali.
si verificano anche molti casi di controllo territoriale con feroci lotte per la conquista del territorio e del parchggio, in cui si vedono alcuni esemplari, desiderosi di assurgere allo status di dominatore, piazzarsi accanto agli esoscheletri, im modo da impedire passaggi e uscita e imponendosi come figura alfa della via.
naturalmente neppure i bipedi sono amici del ciclista. sebbene a uno sguardo superficiale li si possa vedere uniti nella lotta all'alieno automobilista invece feroce è la lotta per la spartizione del territorio.
tutto è terreno di conquista. le piste ciclabili e i marciapiedi sono cause di lotte sanguinarie.
probabili incomprensioni di fondo, scarse comunicazioni e evidenti mancanze dei responsabili della viabilità portano a sguardi in cagnesco, ltigate e desideri di spietate aggressioni.
ma io mi chiedo, fratello pedone, cosa ti spinge a piazzarti fermo e assente, incurante del pericolo, nel mezzo di una pista ciclabile? ti metteresti a telefonare nel centro di una carreggiata? e perché se senti un gaio scampanellio indirizzarsi insistentemente verso di te non ti sposti, ma incurante prosegui nei casi tuoi? pensi di non farti male? o di avere ragione? pensi forse che il ciclista provisto di RC paghi per te, pur essendo nel torto? non è così.
e cari bipedi con prole, i figli sono vostri. se li arroto sotto le gomme, carissimi, non me ne frega un cazzo. stateci attenti.
Naturalmente dall'elenco dei nemici non possiamo eliminare camion, pulmini e motorini, che tutti grazie alla loro stazza, si sentono particolarmente agili nel traffico e quindi assolutamente incuranti dell'esistenza altrui.
anche se, a essere sinceri, questi sono tra i nemici più insignificanti che un ciclista urbano possa affrontare.
naturalmente l'amministrazione cittadina figura tra i nemici top del ciclista.
L'incuria delle buche stradali che regala piacevoli incassamenti vertebrali e caduta della catena.
L'assenza o la mancanza di segnalazioni di piste ciclabili, che quando ci sono consistono in strisce pitturate di cupo sopra radici o protuberanze, per garantire emozioni cross anche al triste impiegato che ogni mattina si reca in ufficio.
anche i parcheggi sono un ostacolo che richiede grande intelligenza per essere aggirato. in alcune grandi città è più facile trovare parcheggio per una smart che per una bicicletta.
i pali mal conficcati a terra sono un'insidia, e una tentazione al furto.
ciò che è saldamente conficcato al suolo è infestato dai motorini, e anche quando si riecse ad accapararsi una di queste ancore non si è al riparo dai furti. ervirebbe lucchettare sellino, campanello, ruote, manubrio e ogni tipo di componente estraibile e smontabile. insomma, andare in giro talmente carichi di catene da sembrare un fantasma senza pace.
la foto è di Ria Tony Kyriaku/Olycom
giovedì 15 settembre 2011
Vita da streghe: LE DONNE E LA MANOVRA
Vita da streghe: LE DONNE E LA MANOVRA:
La manovra penalizza la donna che lavora parificando l’età della pe...
La manovra penalizza la donna che lavora parificando l’età della pe...
martedì 30 agosto 2011
Il film dei film
Rifatevi gli occhi col film dell'autunno.
vorrei sapere quanti pagheranno per vedere Ezio Greggio in 3d.
anzi no.
domenica 21 agosto 2011
lunedì 1 agosto 2011
senegal e nuvole
ho letto che la vita dei vegetariani in senegal è assai dura.
perciò ho deciso, che qualora la mia scelta dovesse risultare offensiva e inconciliabile per le persone che mi accoglieranno, mangerò carne.
dato che in questi 13 anni la mia scelta è sempre stata sostenuta da ragioni etiche e politiche, crecherò di anteporre il rispetto per i miei ospiti alle mie scelte.
naturalmente questa è da considerarsi come una soluzione estrema, e io spero che non mi venga negato un piatto di riso e fagioli
perciò ho deciso, che qualora la mia scelta dovesse risultare offensiva e inconciliabile per le persone che mi accoglieranno, mangerò carne.
dato che in questi 13 anni la mia scelta è sempre stata sostenuta da ragioni etiche e politiche, crecherò di anteporre il rispetto per i miei ospiti alle mie scelte.
naturalmente questa è da considerarsi come una soluzione estrema, e io spero che non mi venga negato un piatto di riso e fagioli
domenica 31 luglio 2011
domenica 17 luglio 2011
l'affaire trasformismo
trovo su spinoza.it, riporto e consiglio una visita.
Un’esondazione di voltagabbana
“Ho ancora il 60% dei consensi!”, rivendica il Premier. Virgola quattro, Silvio, sennò non ti credono. E infatti qualcuno s’è accorto del pericolo: alcuni topi già abbandonano la cambusa della nave da crociera del Sultano, che comincia ad avere qualche falla ed è destinata ad affondare. Ma è solo l’inizio poiché tanti ne seguiranno, ci vorrà del tempo (pensate che ancor oggi molti imbastiscono manifestazioni pro-Berlusconi. Ottime occasioni, per beccarli tutti assieme).
Bene, il nostro giudizio è questo: non si dovrebbe permettere a nessuno di questi ratti di saltare su di una nuova nave. Non alle pantegane (i servi istituzionali e mediatici del Sultano), e solo parzialmente ai topini (i semplici elettori di Berlusconi), dei quali si potrà tranquillamente incamerare il voto lasciandoli però ai margini delle decisioni (tanto si accontentano già ora d’esser trattati così, non si vede perché concedere loro altro).
Non esiste che la parte del popolo che ha sostenuto per anni un coacervo di delinquenti venga a dettar di nuovo legge come se nulla fosse accaduto, rifacendosi una verginità e raccontandoci di aver sempre criticato Berlusconi o peggio di non averlo votato. Sappiamo bene quanto gli italiani siano avvezzi a questo: un popolo che, salvo minoranze di uomini onorevoli (cioè i partigiani guerriglieri da una parte e i folli fedeli di Salò dall’altra), riuscì a trasformarsi da menefreghista pro-fascista a menefreghista anti-fascista, cambiando bandiera – al solito – al girar del vento. Per non parlare della dabbenaggine che dimostrò nel lasciarsi scippare l’ultima occasione di redenzione (in quel caso, morale), quando, subito dopo “Mani Pulite”, affidò la costruzione della Seconda Repubblica a un già ampiamente compromesso figliastro della Prima. (Oggi Berlusconi, in declino, grida: “Non finirà come nel ’94!”. Lo spero anch’io: non sopporterei la discesa in campo di un altro pifferaio magico).
Dunque siate radicali: voi lo sapete, tra i vostri conoscenti, tra i vostri amici, tra i vostri parenti, chi ha supportato il Sultano. Non dimenticatevene: quando non comanderanno più, non ci dovrà essere compassione per queste persone, che sono responsabili fino alla loro ultima azione pubblica (compiuta per convenienza, per malafede o per ignoranza – non c’importa). La democrazia sembra funzionar meglio laddove è coadiuvata dalla riprovazione etica verso i suoi pervertitori, no?
Politici, inciucisti e finti oppositori, portaborse, servi zelanti, saltimbanchi e troie di regime, sedicenti giornalisti, pubblicitari e propagandisti d’ogni tipo, prelati, pseudo-intellettuali prezzolati, opinionisti un tanto al chilo, feltri e belpietri d’ogni risma, laidi imprenditori, contenti evasori, cittadini ignavi o ignoranti d’ogni sorta. Di tutti dovrà esser fatta piazza pulita (almeno nell’accezione che intese Gianfranco Fini quando, a braccetto con Berlusconi, prese in mano la Rai per la prima volta – ma lui con lo scopo di riempirla di servi). È triste doverlo dire, nella misura in cui può esser triste un’istanza illiberale; si vorrebbe non essere obbligati a sostenerlo, ma quest’obbligo è realistico se, come sosteneva Spinoza (quello meno famoso, senza il “.it”), la pace non è assenza di guerra, bensì una virtù, uno stato d’animo, una “disposizione alla giustizia”.
Bisogna perciò che gl’italiani ci tengano a chiudere una buona volta i conti con loro stessi (cosa che ogni spirito giovane e bennato dovrebbe augurarsi, e infatti Beppe Grillo se ne dimentica sempre). Tuttavia non v’è alcuna speranza che ciò accada: a questo popolo sono state raccontate belle favolette per così tanti anni che ha perso ogni nervo, ogni arditezza, ogni coraggio (che già naturalmente la sua indole tenderebbe a non possedere), ed è maledettamente viziato.
Sarà la solita presa in giro, la solita farsa, il solito penoso melodramma all’italiana. Sarà un’esondazione di voltagabbana.
sabato 16 luglio 2011
nel blu, animato di blu
Finalmente quelli di Blu hanno vinto il Premio speciale della giuria di Annecy, con Big Bang Big Boom uno strabiliante cortometraggio.
speriamo di vederene altri e complimenti!
giovedì 7 luglio 2011
Pc, Dc, Psi...
Mentre a Milano, in Triennale bovisa fino al 10 luglio, si espongono le foto storiche e i manifesti del fu Partito Comunista Italiano, quello dei tempi duri e puri, di quando si andava in vacanza a Togliattigrad, vi propongo, oltre a qualche foto della mostra, delle chicche scovate tra internet e gli archivi della dc.Gente seria, altroché il milione di posti di lavoro, sole e sesso per tutti.
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